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Alla fine è bastato l’intervento dell’azionista di maggioranza della principale rete di vendita di carburanti del paese affinché Eni decidesse di introdurre, per almeno un mese, un tetto al prezzo di benzina e diesel e venisse seguita, a stretto giro, anche da Ip e Q8. Il risultato è che, fuori dalla rete autostradale, nel 47,7% dei distributori verrà applicato il price cap sul prezzo dei carburanti. O almeno, è così mentre ti scrivo, alle 19:10 di martedì 29 settembre. Che poi l’azionista di maggioranza coincida, di fatto, con la presidente del Consiglio è un’altra questione.

Perdonami se ti sembra che segua con distacco questa vicenda: è dall’autunno del 2021 che guido un’auto elettrica e quindi non vivo direttamente sulle mie tasche il tema del prezzo dei carburanti. Dico direttamente perché so bene che queste oscillazioni finiscono per incidere anche sul prezzo delle merci che vengono trasportate su gomma e quindi, in ultima istanza, anche sulla mia tavola. E solidarizzo con chi ha un’auto termica, non ha alternative per spostarsi e finisce per pagare il prezzo di decisioni prese tipo dall’altra parte dell’Oceano Atlantico.

Ora, se degli sconti sulle accise che hanno accompagnato questi mesi beneficiavano tutti, indipendentemente dal reddito (stortura corretta con la sospensione del bollo, che però al momento è una misura solo per il 2027), l’introduzione del price cap porta con sè delle disuguaglianze geografiche. Nel senso che i distributori delle tre aziende che hanno deciso di fissare un tetto massimo al prezzo di benzina e gasolio non sono distribuite in maniera omogenea sul territorio:

Questo grafico è stato costruito a partire dall’anagrafica degli impianti attivi che viene pubblicata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, escludendo i distributori che si trovano lungo la rete autostradale. La provincia che beneficerà maggiormente di questi sconti è Gorizia, dove il 69,4% dei distributori ha un’insegna Eni, Ip o Q8. Seguono Imperia con il 68% e Udine con il 63,7%. All’estremo opposto c’è Enna, dove poco più di un distributore su cinque applicherà il price cap. Ma le cose non vanno benissimo nemmeno a Rovigo (26,9%) e Ragusa (29,1%). Questo sempre che altre compagnie non decidano di aderire a questa iniziativa.

Nelle province delle principali città italiane, Milano (59,6%) e Roma (58,9%) sono al di sopra della media nazionale del 47,7%, mentre Napoli è al di sotto: qui solo il 37,3% dei distributori ha un’insegna Agip-Eni, Api-Ip o Q8 e quindi applicherà il tetto al prezzo dei carburanti. Che, almeno per quanto riguarda Eni, fissa a 1,99 euro al litro il costo al litro massimo della benzina, a 2,19 quello per il diesel.

Ah, la vuoi sapere una cosa? Nel primo semestre di quest’anno, l’ho calcolato a partire dagli archivi trimestrali del ministero, nessuno operatore ha mai superato gli 1,99 euro al litro per la benzina. Mentre il tetto di 2,19 euro al litro per il diesel è stato superato solo nella settimana tra il 4 e il 10 aprile. Ovvero quella in cui il presidente Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane subordinato alla riapertura dello stretto di Hormuz (se non vedi il tool qui sotto, lo trovi a questo link)

Ovviamente, stiamo parliando di medie. Perché se guardiamo ai singoli giorni in cui i singoli distributori hanno applicato un prezzo superiore a quello del price cap in vigore (ricordo che ho tenuto come riferimento quello di Eni, non essendo chiara ancora la decisione di Q8, almeno in termini numerici), il discorso cambia.

In questa tabella vedi la media dei giorni in cui i singoli distributori hanno superato il prezzo di 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il diesel. Per quanto riguarda la prima, il record spetta alle pompe bianche, dove per 25,6 giorni durante il primo semestre è stato superato il prezzo di 1,99 euro al litro (parliamo sempre di distributori fuori dalle autostrade e in modalità self service). Mentre quelli di Eni, la prima a introdurre il tetto al prezzo, lo hanno superato per 9,6 giorni, il valore più basso.

Tutto questo cinema, tra dati e tool interattivi, è stato reso possibile, ça va sans dire, dai modelli di intelligenza artificiale che uso per il mio lavoro. Tutta la parte di analisi dei dati e di creazione dell’artefatto interattivo con i prezzi della benzina è stata realizzata da Claude Opus 5.5. Ho invece utilizzato Gemini 3.8 Flash su Antigravity per fare una valutazione del codice scritto da Claude. Non contento, ho pubblicato tutto quanto su GitHub. Se vuoi dare un’occhiata, devi cliccare qui.

I distributori di Api-Ip, la seconda compagnia ad aderire al price cap, hanno superato i 2,19 euro al litro per il diesel per 12,2 giorni nel primo semestre dell’anno. Mentre quelli legati alla grande distribuzione (voce entro la quale ho raggruppato tutti i supermercati che vendono anche carburante) lo hanno fatto per appena 3,9 giorni durante i primi sei mesi di quest’anno.

I primi effetti di questa misura sono le code ai distributori e i cartelli che parlano di carburante esaurito. Io, per quel poco che vale la mia opinione, resto convinto della scelta di passare all’elettrico i cui costi di ricarica, per ora, non sono gravati da accise né risentono di complicazioni geopolitiche.

Come sempre scrivimi se questa puntata ti è piaciuta, se qualcosa non ti ha convinto o se hai suggerimenti per un tema che vorresti veder trattato qui. Mentre se vuoi usare i dati sulla base dei quali ho costruito questa puntata li trovi, insieme ad altri che ho elaborato, a questo link. Ci sentiamo la settimana prossima.

Un problema la settimana scorsa

Per ragioni che non so, la scorsa settimana è saltato l’embedding del tool che permetteva di calcolare la percentuale di stranieri nelle classi di ogni scuola d’Italia. Nel frattempo è stato approvato il decreto, che dice che il limite si applica sulla base della quota di studenti che fa fatica a parlare italiano. Ma se ti interessa ancora, il tool lo trovi a questo link. E scusami per settimana scorsa.

Il pezzo datadriven della settimana:

In questi giorni Google ha aggiornato le proprie immagini satellitari, quelle che vedi ad esempio su Google Maps, relative alla striscia di Gaza. El Pais le ha utilizzate in un pezzo in cui viene mostrata la situazione attuale a confornto con quella che era prima dello scempio (ed è un eufemismo) compiuto dall’esercito israeliano.

Ci vediamo a Padova?

Il 20 ottobre sono stato invitato a parlare sul palco degli Stati generali delle città intelligenti. Mi è stato chiesto di raccontare come le città possono utilizzare i dati e l‘intelligenza artificiale. Trovi tutti i dettagli a questo link.

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Sono Riccardo Saporiti, datajournalist, scrivo per InfoData24, il data blog del Sole24Ore, per Fanpage e per VareseNews, la prima testata locale nativa digitale d’Italia. Ho scritto per 14 anni per l’edizione italiana di Wired. Se ti è piaciuta questa puntata puoi considerare di inoltrarla ai tuoi amici. Se ti è stata inoltrata, puoi valutare di iscriverti. E magari di seguire mappine su Instagram. O su LinkedIn, se preferisci.